DECONTESTUALIZZAZIONE PARTECIPATA



COMUNICATO STAMPA

In data 22/11/2014 ho iniziato a postare su Facebook delle immagini apparentemente casuali di oggetti arbitrari.
Ho lasciato che il mondo a dimensione verticale del social includesse nel suo caos, delle "cose" che per loro contenuto e aspetto non
avessero nessun carattere particolarmente attraente.
Ho lasciato che i miei "amici" vedessero e interagissero con tali immagini limitandomi a raccogliere i like che le immagini avevano
acquistato.
Dopo esattamente un mese in data 22/12/2014 ho selezionato tre di questi oggetti che hanno raccolto il maggior numero di like.
Questi tre oggetti sono stati scannerizzati, postprodotti e ristampati.
Identici ai loro originali ma a scale differenti


Definisco il progetto "Decontestualizzazione partecipata" prettamente scultoreo, anche se
di scultura non è rimasto nulla.
Come si può definire interessante una forma?
E una volta capito l'interesse, come questo interesse può essere concretizzato in
un'opinione o per rimanere in tema: in un'opera.
Mi interessa particolarmente capire come, un tipo di fruizione come quella all'interno del
supporto Facebook possa influenzare la propria visione delle cose dal punto di vista
artistico e di conseguenza dal punto di vista sociale.
Il carattere primordiale è come sempre nel mio lavoro, l'incapacità umana di gestire una
mole di informazioni sovrastimata tipica dei nuovi media.
Siamo sicuri che l'interesse per una data questione, argomento o artista non sia frutto di
una veicolazione esterna e a volte quasi casuale di quello che vediamo, sentiamo o ci
viene suggerito?
Se questo è vero, come io posso decidere arbitrariamente di occuparmi di un dato
argomento con una particolare tecnica.
E' a questo punto che entra in gioco la decontestualizzazione forte del fatto che un
qualsiasi oggetto dopo essere dichiarato opera diventa opera.
Il carattere che diversifica questa operazione, anch'essa alle volte sovrastimata, è
l'elemento casuale, che non inserisco io ma le persone che per qualche motivo socioeducativo
sono attratte da qualche immagine che ho caricato all'interno dell'album
"Decontestualizzazione partecipata".
Un oggetto ripreso in una normale fotografia, inserito in un contesto contemporaneo di
diffusione attiva di contenuti, senza però dare al fruitore nessun tipo di chiave di lettura se
non informazioni direttamente interne all'oggetto, ha la stessa valenza di una qualunque
altra immagine "artistica" che possiamo incontrare.
Denaturare il carattere artistico di un'opera si può?
E quando ho eliminato tutto e rimane solo un volume che occupa uno spazio che senso ha
che io faccia qualunque cosa in qualunque modo?




Decontestualizzazione Partecipata n# 12
Coros dolce tradizionale Sardo.
Stampa poliammide a dimensioni maggiori.
Provenienza: Porto Torres (Sardegna) di: Maria Nieddu
N# like: 6




Decontestualizzazione Partecipata n# 7
Omini su boccolette in metallo.
Stampa poliammide a dimensioni maggiori.
Provenienza: Biennale di Venezia Architettura 2014 -Effimero: or the postmodern italian condition- di: La-Catherine Szacka
N# like: 4




Decontestualizzazione Partecipata n# 4
Lampada alogena.
Stampa poliammide a dimensioni ridotte.
Provenienza: Biennale di Venezia Architettura 2014 -ricambio lampada di manutenzione-
N# like: 7




Rilievo fotografico



Modello 3D postprodotto
DECONTESTUALIZZAZIONE PARTECIPATA | 2015 | SCANSIONE E STAMPA 3D